Canti di donne in lotta


Il mio ingresso nel femminismo è avvenuto nel 1974 quando sono entrata a far parte del Gruppo musicale del Comitato per il salario al lavoro domestico di Padova; gruppo che era costituito, oltre che da me e da mia sorella Luisa, da Laura Morato e Rosalba Sciaulino. Ricordo con molto piacere quel tempo, anche se sembra passato un secolo. Ricordo le manifestazioni dell'8 marzo 1974 e dell'8 marzo 1975, in piazza Ferretto a Mestre, quando cantavamo insieme a tante donne, vecchie e nuove canzoni di lotta, quando esprimevamo creativamente la nostra protesta, la nostra ribellione e la nostra voglia di lottare per la liberazione di tutte le donne da antiche e moderne schiavitù. La creatività femminista di quegli anni seppe ridare vita e valore alle canzoni femministe scritte su vecchie arie popolari, alle antiche ninne nanne dimenticate, alle canzoni di lotta che esprimevano problemi, dolori e conquiste delle donne. Alcune di noi si cimentavano nella scrittura di musica e parole per nuove canzoni, che comunicavano fortissime emozioni. I temi scelti erano: la famiglia, il lavoro domestico, i figli, l'amore e il potere, il divorzio, il parto, l'aborto, la prostituzione ecc. Le nostre canzoni diventavano il nostro modo creativo per comunicare con moltissime altre donne in tantissime occasioni di festa, di incontro, di manifestazione {a sostegno del divorzio, il primo maggio a Napoli ecc.). Nel gennaio del 1975 le nostre canzoni furono raccolte in un disco intitolato Canti di donne in lotta. Ricordo ancora con trepidazione la prima registrazione effettuata a Padova. E ricordo con nostalgia il tour francese che ci vide, nel maggio 1976, cantare a Parigi, Tolosa, Montpellier e Nizza. In quel viaggio incontrammo e cantammo insieme in una grande manifestazione femminista a Parigi, con altri due gruppi femministi italiani, quello romano e quello bolognese. Anche loro avevano composto canzoni ed inciso due dischi dal titolo: Alle sorelle ritrovate e Canti delle donne in lotta.

Lucia Basso (in Danesin, L. e Zanetti, A. M. (2000). Le ragazze di Ieri. Venezia: Marsilio Editore p. 95-96)

Copertina del disco Canti di donne in lotta: Canzoniere femminista del Comitato per il Salario al Lavoro Domestico di Padova.

Canti di donne in lotta (lato A) Canti di donne in lotta (lato B)
    • Prologo


      ... E il Signore disse

      non è bene che l'uomo

      sia solo Io gli farò un aiuto

      Il Signore Iddio

      dalla costola

      tolta ad Adamo

      formò la donna

      Le donne siano soggette ai propri mariti come al Signore

      poiché l'uomo è Capo della donna

      come anche Cristo è capo della Chiesa

      Cristo salvatore del corpo di lei.


      Siamo Stufe


      Noi siamo stufe di fare bambini

      lavare i piatti stirare i pannolini

      avere un uomo che ci fa da padrone

      e ci proibisce la contraccezione.

      Noi siamo stufe di far quadrare

      ogni mese il bilancio familiare

      lavare, cucire, pulire, cucinare

      per chi sostiene che ci mantiene.

      Noi siamo stufe della pubblicità:

      che deforma la nostra realtà

      questa moderna schiavitù

      da oggi in poi non l'accettiamo più.

      Noi siamo stufe di essere sfruttate

      puttane o sante venir classificate

      basta con la storia della verginità

      vogliamo la nostra sessualità.

      Ci ha diviso tra brutte e belle

      ma tra di noi siamo tutte sorelle

      fra di noi non c'è distinzione

      all'uomo serve la divisione.

      Siamo stufe di abortire

      ogni volta col rischio di morire

      il nostro corpo ci appartiene

      per tutto questo lottiamo insieme.

      Ci dicon sempre di sopportare

      ma da oggi vogliamo lottare

      per la nostra liberazione

      Donne, facciamo la Rivoluzione!


      E la mi mamma


      E la mi mamma la me lo diceva

      piglià marito un farà ma' bene

      andare a letto al lume della luna

      il piatto in grembo, il piede sulla cuna.

      Quando ti credi d'andartene a dormire

      prendi l'ago e mettete a cucire

      quando ti credi d'andartene a letto

      prendi il bambino e mettitelo al petto.


      Canzone di strada


      Per tutta la nostra buona vecchia terra

      c'è stata agitazione

      e nelle ore lavorative del pover'uomo

      grandi cambiamenti abbiamo visto;

      ma mentre essi lottavano per i loro diritti

      e per migliorare la loro sorte

      le nostre povere schiave bianche sono lasciate a casa

      trascurate e dimenticate.

        (CORO) Allora aiutiamo tutte le donne, ragazzi,

        esse sono l'orgoglio della nostra terra, diciamo tutti

        allora perché le nostre donne dovrebbero lavorare

        più di nove ore al giorno?

      "Che può avere da fare una donna?"

      gli uomini usano spesso dire.

      "Loro hanno solo da cucinare e far stufati

      o possono trascorrere piacevolmente il giorno."

      Ma fate che un uomo prenda il suo posto

      quando i bambini cominciano a strillare:

      lui si troverà in una tale confusione

      che non ci proverà più.

      Per primo dovresti far vestire i bambini

      e far la colazione lo sai;

      c'è Tommy che sta dritto sulla testa

      mentre Jack rovescia un fiume d'acqua;

      c'è Sally sull'acqua

      che salpa su un ciocco del caminetto,

      mentre Bobby fa un orrendo rumore

      torcendo la coda del gatto.

      All'una arriva il "Tumulto":

      gli uomini vengono a casa a mangiare,

      e se non è pronto

      allora stai attenta alla strigliata.

      Alle cinque lui ha finito il suo lavoro

      e allora fa il magnifico

      mentre tu stai sgobbando come una negra

      lui canta 'Happy Land'.

      A voi ora operaie d'Inghilterra

      che prendete una così misera paga,

      le rose delle vostre guance fiorenti

      il duro lavoro le ha fatte sparire.

      Spesso per compiacere i vostri padroni,

      lavorate fuori orario,

      ma se siete in ritardo, loro chiudono i cancelli

      e vi fanno pagare una multa.

      Ragazze, ascoltate allora il mio consiglio,

      quando corteggiate il vostro giovanotto

      ditegli quando il nodo sarà stretto

      che questo sarà il vostro piano...

      Otto ore di lavoro, otto ore per dormire

      e poi otto ore per il gioco,

      le domeniche saranno tutte vostre,

      e "per il lavoro di notte" paga doppia.


      Devento mata


      Devento mata in fabrica

      coi ritmi e 'l sfrutamento

      come se no bastasse

      fasso el straordinario.

      Dopo tute ste ore

      arivo a la Giudeca

      e trovo le case in tochi

      co le fogne che vien su

      de la pavimentasion.

      Devento mata in casa

      drio i fioi e me mario

      che da mi i vol tuto

      presto a cusinar!

      E a rusar dapartuto

      coi muri che va in fregole

      e el cesso che sfrofonda

      e che nol vien mai neto.

      Mi go sto bel lavoro

      sontà a queo in fabrica

      solo perché son dona

      mi go da lavorar

      per 20m ore al dì.

      Le ore de la fabrica

      i me paga demanco

      che se fussi un omo

      e a netar el cesso

      lo go da fare gratis

      solo perché son dona

      perché son dona.


      Avete mai guardato


      Avete mai guardato negli occhi di una donna

      che a cinquant'anni resta sola

      i figli andati via, uno ad uno

      la casa vuota

      A che serve svegliarsi al mattino, preparare il caffé

      e anche tu sei vecchio ed in pensione, a che servi ormai?

      Almeno una volta tu avevi gli amici e il bar.

      Io invece ho trascorso la vita in casa a lavorar

      nessuno ha calcolato mai

      le ore di lavoro, sai

      non mi restava il tempo

      neppure un momento

      da dedicare un poco a me

      per me non c'eran feste

      non era mai vacanza

      neppure a Natale, mai.

      Così come hanno detto, ho sempre fatto tutto

      il sacrificio è una virtù

      per il bene dei miei figli mi son sacrificata

      non ho mai chiesto niente più

      ed ora che sono da sola qualche cosa farei

      ma è tardi e mi resta la voglia dei figli miei.

      Ma un giorno mia figlia mi disse "Mamma sai,

      nel mondo le donne han capito e stan lottando ormai

      la vita che hai fatto tu

      dovremo vendicarla assai

      il tuo lavoro ha un prezzo

      che a te non è pagato

      è un costo tutto risparmiato,

      a te resta l'inganno

      il mito della madre

      chi ci guadagna è il capitale.

      Ma le donne han capito chi è il nemico

      e stanno già lottando

      contro lo sfruttamento si stanno organizzando

      la vita che hai fatto tu

      dovremo vendicarla sai,

      il tuo lavoro ha un prezzo

      che a te non è pagato

      è un costo tutto risparmiato

      a te resta l'inganno

      il mito della madre

      Chi ci guadagna è il capitale."


      Il parto


      Sono andata all'ospedale

      salgo le scale in ostetricia

      valigia in mano e corredino

      con le pantofole nuove di zecca.

      Il fiocco rosa o celestino,

      voglio una femmina, voglio un bambino...

      La pancia pesa, la prima fitta,

      facciamo presto che sia finita.

      Ma già nel corridoio

      dolori, urla e grida

      la fantasia mi cede, rifiuto di capire...

      Sui letti tante donne

      che aspettano soffrendo,

      si rompono le acque

      arrivano le spinte.

      Il dolore è troppo grande

      dolore disumano

      mi mancano le forze

      io non sapevo questo...

      Ho visto nei dottori

      sadismo e indifferenza

      il nazismo non è morto

      è per le donne!

      Anch'io sono andata alla catena

      di montaggio per bambini

      fuori il figlio, sangue e placenta

      donne CHIEDIAMO L'ANESTESIA!

      La sala parto è una fucina

      dove il pezzo esce finito

      ma cosa importa se sei distrutta

      chi se ne frega tanto sei DONNA!


      Noi donne


      Noi donne ci conosciamo

      tutte abbiamo un ventre

      per contenere bambini

      e seni per allattarli

      un corpo che è nostra arma

      e nostra vergogna

      venduto dappertutto,

      un cervello che vede in fondo

      alla realtà

      ma è bersagliato

      da mille comandi,

      un cuore pieno d'amore

      ma stretto dalla rabbia

        Rit. La la la...

      Noi donne ci guardiamo

      ognuna di noi conosce

      la vita dell'altra

      cominciamo ad essere in tante

      a voler la nostra libertà

      il coraggio di combattere contro la normalità

      la forza di scegliere la vita che vogliamo

      il potere di essere come vogliamo.

        Rit. La la la..
      .

    • Bambini Pianificati


      I nostri figli son comandati

      quelli neri non son graditi

      quelli gialli fan paura

      quelli bianchi dipende dalla zona,

      Non sono i figli dell'amore

      amore imposto dallo Stato

      quando l'amore è comandato

      è violenza contro di noi.

        Rit. Accoppiamenti su misura

        accoppiamenti su comando

        quanti ne volete?

      Nell'Italia degli anni '30

      tanti figli a pagamento

      è lo Stato che è violento

      di troppi figli ci fa morir.

        Rit. Accoppiamenti su misura

        accoppiamenti su comando

        quanti ne volete?

      12 milioni di bebé

      voleva De Gaulle dopo la guerra

      gli servivano, eran morti

      eran morti tutti in guerra!

      Pronti sull'unghia tutti quanti,

      mi occorron subito e che sian bianchi,

      donne francesi: copulazione!

      natalità!

        Rit. Accoppiamenti su misura

        accoppiamenti su comando

        quanti ne volete?

      Sono bianca, sono italiana

      come mi devo comportar?

      Se sei responsabile, emancipata

      due soli figli devi far...

      E se sono di più? Arrangiati.

      Sono nera, sono indiana

      quanti figli devo far?

      Di questo colore son sempre troppi

      la più assoluta sterilità.

      Sono portoricana...

      cosa devo far?

      non andare all'ospedale se no ti tagliano le ovaie

      Basta figli per lo Stato

      questo è amore comandato

      è violenza dello Stato

      è violenza contro di noi.


      Il divorzio


      Non appena siamo nate

      ci troviamo già sposate

      la nostra vita è già decisa

      la carriera è questa qua.

      E se poi per mala sorte

      il matrimonio non funziona

      non abbiamo nessuna scelta

      la famiglia è schiavitù.

        Rit:Non appena siamo nate

        ci troviamo già sposate

        la catena spezzeremo

        della nostra schiavitù.

      Se il marito t'ha stufato

      tu non te ne puoi andare;

      soldi tuoi non ne hai

      non ti ha pagato mai.

      Per la casa e per i figli

      tu continui a lavorare

      ma il tuo unico compenso

      è che forse puoi campare.

        Rit:Non appena siamo nate

        ci troviamo già sposate

        la catena spezzeremo

        della nostra schiavitù.

      Se il marito t'abbandona

      due lavori dovrai fare

      uno gratis per lo Stato

      il secondo sottopagato

      Il divorzio è "civiltà",

      ma le donne han da lottare

      per poterlo conquistare

      per potersene servire.

        Rit:Non appena siamo nate

        ci troviamo già sposate

        la catena spezzeremo

        della nostra schiavitù.

      Per il salario noi lottiamo

      per il salario al nostro lavoro

      per divorziare se vogliamo

      ogni lavoro va pagato.

      Solo allora il divorzio

      civiltà sarà per due

      non saremo più costrette

      ad amare in schiavitù.

      Solo allora il divorzio

      civiltà sarà per due

      la catena spezzeremo

      della nostra schiavitù.


      La Malcontenta


      Teresina la malcontenta

      babbo gode e mamma stenta.

      Babbo va all'osteria

      mamma tribola tuttavia.

      Babbo mangia l'erbe cotte

      mamma tribola giorno e notte.

      Babbo mangia e beve vino

      mamma tribola col cittino.

      Babbo mangia li fagioli

      mamma tribola coi figlioli

      Babbo mangia il baccalà

      mamma tribola a tutt'andà.

      Babbo mangia le polpette

      mamma fa delle crocette

      Teresina la malcontenta

      babbo gode e mamma stenta.


      Aborto di stato


      Aborto di stato

      strage delle innocenti

      sul sangue delle donne

      si fanno affari d'oro.

      Aborto di stato

      strage delle innocenti

      processi esemplari

      repressione per tutte.

        Coro: A Trento e a Firenze le insultano, le umiliano,

        a Trento e a Firenze terrore sulle donne

        in Italia e fuori le trattan da assassine.

      Ma noi le conosciamo

      siamo tutte noi

      tutte abbiamo abortito

      tutte sappiamo come.

      Nei modi più cruenti

      e più pericolosi

      con la paura addosso

      rischiando la galera.

        Coro: Ci sbattono in questura ancora addormentate

        ancora sanguinanti, è reato e non han pietà.

        Sadismo, sfruttamento, razzismo e illegalità.

      Ma che è una cosa sporca

      ormai lo sanno tutti

      "o è un figlio per lo stato

      o è aborto ed è reato".

        Coro: Attenti padroni

        siamo milioni.

        Attento lo stato

        troppo a lungo ci ha sfruttato.


      Stornello per i compagni


      Cari compagni / del PCI

      che ci fate balenare / davanti

      come se fosse / oro

      il lavor / magari in fabbrica

      come l'uomo / magari alla catena di montaggio

      della nostra / liberazione.

        Coro: Cari compagni / noi rispondiamo che lavoro

        gratis ogni giorno facciamo.

      Cari compagni / che state un pelo un po' più a sinistra

      e che comunque affermate che / il lavoro

      delle donne non è / produttivo

      e che le casalinghe/ la rivoluzione non la faranno mai

      Ancora non avete / capito niente

      come sempre / dei lavoratori

      ne vedete solo la metà

        Coro: Solo quando noi donne non lavoreremo

        ci sarà veramente sciopero generale.

      Cari compagni / voi che dite

      che non vi interessano / le donne in generale

      ma solo le donne / proletarie

      mentre voi facevate / la lotta di classe

      le vostre compagne proletarie / continuavano a lavorare gratis

      Ancora non avete / capito niente

      come sempre dei / lavoratori

      ne vedete soltanto la metà.

        Coro: Cari compagni, della classe operaia

        son le donne la parte più sfruttata!

      Cari compagni / pochi che dite di capire,

      giorno per giorno il nostro / potere

      da sole noi / conquisteremo

      contro la nostra schiavitù / noi lotteremo.

        Coro: Cari compagni che dite di capire

        con uguale potere un giorno ci incontreremo!


      Stato, padroni...


      Stato, padroni, fatevi i conti

      perchè le donne vogliono i soldi

      per anni, per secoli, ci avete ... sfruttato.

      Il nostro lavoro da tutti negato

      come lavoro deve essere pagato!

      Soldi alle donne; per questo lavoro

      vogliamo le ferie, la mutua ... salario!

      Uomini superbi, violenti e falsi

      le donne più non fanno servizi gratis!

      Siamo stufe di essere sante

      di essere serve, di essere ... sfruttate.

      Quel giorno è arrivato, è il nostro giorno

      giorno di paga con gli arretrati

      questo salario sarà la nostra leva

      per conquistare un nuovo ... potere.

      Potere alle donne per contrattare

      in prima persona i nostri interessi

      per rifiutare i lavori schifosi

      le condizioni di questi ... padroni.

      Il servaggio nella casa, il razzismo sul lavoro,

      la violenza del parto, la morte per aborto

      dovranno finire. Questo salario

      sarà il primo passo per la ... Liberazione!